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I Vigneti

Oltre alla primigenia torre, appartenevano alla famiglia i terreni circostanti che venivano coltivati o tenuti a bosco, a seconda della posizione geografica.
La principale coltivazione, non solo a Montecavallo ma su tutta la collina, era la vigna. Grazie alla ottima esposizione dei terreni, assolati e al riparo dal vento delle montagne, la vigna è sempre cresciuta rigogliosa e grazie alla particolare composizione del terreno la qualità dell'uva è sempre stata eccellente.

La collina di Vigliano è composta da sedimenti risalenti all'era geologica del pliocene ed esattamente del primo periodo detto astiano. I sedimenti contengono una sostanza denominata "ferretto" che crea nel terreno un apporto organico minerale particolarmente adatto alla coltivazione della vite, soprattutto del Nebbiolo esistono documenti che testimoniano la coltura della vite sulla collina di Vigliano già dal 1279. Fino all'inizio del '900 gli appezzamenti di vigneti erano molto più estesi.

Ripiantata e rinnovata più volte la vite era coltivata per produrre il vino ad uso della famiglia e di coloro che collaboravano alla produzione e alla manutenzione della proprietà. Con la diminuzione della manodopera, la fine della mezzadria e i nuovi metodi di lavorazione, l'azienda si è andata modificando. Sono stati livellati i vecchi appezzamenti a gradoni per permettere un tipo di lavorazione meccanizzata più agevole e meno faticosa. Negli anni '70 sono stati ripiantati vecchi vitigni ormai obsoleti, in modo da avere sempre un apporto costante e di qualità.

Ed è così che si è arrivati ad avere una produzione troppo elevata per il fabbisogno familiare e ci si è trovati a dover scegliere se eliminare la vigna, dato l'elevato costo per il suo mantenimento, o accettare la sfida di immettersi sul mercato. Non abbiamo avuto il coraggio di estirpare una coltura per secoli curata ed amata ed abbiamo deciso di investire il nostro tempo e le nostre energie per migliorare una situazione già preesistente. Ci è sembrato, continuando la tradizione, di ringraziare in qualche modo chi, prima di noi, ha investito lo stesso tempo, la stessa energia e la stessa passione per impiantare i vigneti a cui noi ora ci dedichiamo.